Questo rapporto offre una visione panoramica indispensabile per comprendere il mercato del lavoro europeo attraverso indicatori chiave dell'OCSE, di Eurostat e del Forum Economico Mondiale. La tabella comparativa mette in luce l'enorme divario esistente tra le nazioni che hanno consolidato orari ridotti e quelle che mantengono regimi ad alta intensità oraria. Mentre Paesi come la Germania (35 ore settimanali) registrano uno stress lavorativo del 18% e un tasso di disoccupazione del 3,5%, Paesi come il Portogallo (38 ore) o la Polonia (40 ore) affrontano sfide strutturali diverse, con tassi di disoccupazione rispettivamente del 6,2% e del 4,9%, e livelli di stress che raggiungono il 21% nel caso polacco. Le informazioni analizzate evidenziano che, a oggi, nessuno dei Paesi che compongono il gruppo BRICS ha adottato un regime di riduzione dell'orario di lavoro, il che dimostra che questo dibattito è, per il momento, una peculiarità dello spazio europeo e dello Spazio Economico Europeo. Questo documento fornisce la base empirica necessaria ai decisori per valutare l'opportunità di riforme analoghe, tenendo sempre presente che non esiste, a livello globale, un consenso unanime sulla formula ideale per bilanciare produttività e benessere lavorativo.
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