Rapporto

Il potenziale inutilizzato: i giovani fuori dall'istruzione e dal lavoro in Argentina

Rapporto

Rapporto sui giovani tra i 15 e i 29 anni che in Argentina non studiano né lavorano. Sostiene che l'etichetta «nini», equivalente locale di NEET, sia stigmatizzante perché riunisce situazioni molto diverse —disoccupazione, abbandono scolastico, lavoro di cura non retribuito, informalità e scoraggiamento— e che il fenomeno non si spieghi con una mancanza di volontà individuale. Nella popolazione urbana l'incidenza è scesa dal 20,2% del 2014 al 15,5% del 2023, cioè da un giovane su cinque a uno su sei, ma il divario di genere resta: 19% tra le donne contro il 12% tra gli uomini, legato al peso delle responsabilità di cura. Il confronto internazionale colloca l'Argentina sotto la media latinoamericana del 20,4% e vicino a Spagna e Italia, lontano dai Paesi Bassi con il 5,2% e dalla Germania con il 9,9%, dove la formazione professionale e la possibilità di combinare studio e lavoro ordinano la transizione. Le linee proposte poggiano su cinque pilastri: prevenzione dell'abbandono scolastico, completamento degli studi in forme flessibili, formazione collegata alle esigenze produttive, accesso al primo impiego formale e ampliamento dei servizi di cura.