Pubblicazioni

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Rapporti, studi, policy paper e documenti tecnici di FUCEIT.

50 pubblicazioni trovate

  • Rapporto

    Terre rare: importanza strategica mondiale e potenziale della Repubblica Argentina

    Ci sono risorse che valgono per ciò che sono. E altre che valgono per tutto ciò che rendono possibile. Le terre rare appartengono alla seconda categoria. Dietro molte delle tecnologie che stanno ridefinendo l'economia globale —motori elettrici, turbine eoliche, robotica, sensori, elettronica avanzata, sistemi aerospaziali e di difesa— c'è la dipendenza da appena 17 elementi. La Cina concentra circa il 69% della produzione mineraria mondiale e intorno al 91% della raffinazione destinata ai magneti. L'Argentina dispone di una base geologica reale ma poco esplorata: circa 190.395 tonnellate di risorse identificate e un potenziale aggiuntivo stimato in 3,3 milioni di tonnellate non ancora scoperte —risorse, non riserve accertate. Il rapporto analizza la geopolitica delle terre rare, la loro catena del valore e il potenziale argentino.

  • Rapporto

    Crisi energetica internazionale: impatto e opportunità per l'Argentina

    L'instabilità in Medio Oriente e il conflitto in corso hanno avuto importanti ripercussioni sul mercato energetico internazionale, spingendo un aumento sostenuto del prezzo del petrolio e riconfigurando l'approvvigionamento globale. Per l'Argentina questo scenario pone una doppia sfida: da un lato, rischi per i costi interni e l'attività produttiva; dall'altro, una finestra di opportunità unica per consolidare il potenziale esportatore di Vaca Muerta, aumentare il gettito fiscale e rafforzare la bilancia commerciale.

  • Rapporto

    Il potenziale inutilizzato: i giovani fuori dall'istruzione e dal lavoro in Argentina

    Rapporto sui giovani tra i 15 e i 29 anni che in Argentina non studiano né lavorano. Sostiene che l'etichetta «nini», equivalente locale di NEET, sia stigmatizzante perché riunisce situazioni molto diverse —disoccupazione, abbandono scolastico, lavoro di cura non retribuito, informalità e scoraggiamento— e che il fenomeno non si spieghi con una mancanza di volontà individuale. Nella popolazione urbana l'incidenza è scesa dal 20,2% del 2014 al 15,5% del 2023, cioè da un giovane su cinque a uno su sei, ma il divario di genere resta: 19% tra le donne contro il 12% tra gli uomini, legato al peso delle responsabilità di cura. Il confronto internazionale colloca l'Argentina sotto la media latinoamericana del 20,4% e vicino a Spagna e Italia, lontano dai Paesi Bassi con il 5,2% e dalla Germania con il 9,9%, dove la formazione professionale e la possibilità di combinare studio e lavoro ordinano la transizione. Le linee proposte poggiano su cinque pilastri: prevenzione dell'abbandono scolastico, completamento degli studi in forme flessibili, formazione collegata alle esigenze produttive, accesso al primo impiego formale e ampliamento dei servizi di cura.

  • Rapporto

    Il falso dilemma della dipendenza dal trasporto su gomma: logistica, intermodalità e sviluppo economico in Argentina

    Rapporto che mette in discussione l'idea consolidata secondo cui il problema logistico argentino si spiegherebbe con la dipendenza dal trasporto su gomma. Circa l'88% del trasporto interno di merci misurato in tonnellate-chilometro viaggia su camion, ma il confronto internazionale mostra che questa concentrazione, da sola, non predice le prestazioni: la Nuova Zelanda dipende dal camion più dell'Argentina e si colloca quarantasette posizioni più avanti nell'indice della Banca Mondiale. Ciò che ordina il sistema è la distanza —la ferrovia diventa competitiva solo oltre i 200-400 chilometri— insieme alle condizioni in cui opera il camion: infrastrutture, intermodalità, età della flotta, costo dei fattori produttivi, tempi portuali e doganali, digitalizzazione e stabilità normativa. Le linee guida proposte puntano alla complementarità fra i modi di trasporto anziché a obiettivi di ripartizione modale.

  • Rapporto

    Il sindacalismo di fronte all'applicazione dell'Intelligenza Artificiale nell'ambito lavorativo

    L'avanzata dell'Intelligenza Artificiale nell'ambito lavorativo richiede una risposta proattiva, basata sul dialogo e sulla collaborazione tra sindacati, imprese e governo. La chiave non è la resistenza, bensì la costruzione di un equilibrio che protegga i diritti fondamentali mentre si sfruttano i benefici dell'efficienza e della produttività. Nel settore del trasporto merci, la sfida è particolarmente rilevante. La tecnologia dei veicoli autonomi trasforma l'industria e solleva interrogativi sull'occupazione, sulla sicurezza stradale e sul mantenimento di standard di lavoro equi. La formazione e l'aggiornamento costanti sono i pilastri per garantire che il fattore umano continui a essere, come in altre industrie, una risorsa indispensabile. Ti invitiamo a esplorare questo sguardo strategico sulle sfide dell'I.A. nella nostra industria e sull'importanza di una transizione tecnologica equa.

  • Rapporto

    Tempi di Trasformazione: i Sindacati nell'Era dell'Intelligenza Artificiale

    L'Intelligenza Artificiale ha smesso di essere una proiezione futuristica per diventare una forza che ridefinisce l'ambiente lavorativo e la natura dei compiti. Di fronte a questo scenario, la miopia strategica non è un'opzione per il movimento operaio. È imperativo che il sindacalismo adatti le proprie strategie di contrattazione collettiva, partecipi attivamente alla definizione delle politiche tecnologiche e garantisca condizioni eque in un'economia in cui l'automazione comincia a essere protagonista. Analizziamo come la storia delle rivoluzioni industriali ci offra lezioni fondamentali per affrontare questo nuovo cambio di paradigma con lucidità e impegno. Ti invitiamo a leggere l'analisi completa e a scoprire come integrare la tecnologia per potenziare il ruolo del lavoratore in questa nuova era.

  • Rapporto

    Stato della sicurezza stradale a livello globale — Rapporto integrale 2025

    La sicurezza stradale non dipende soltanto dalle norme; dipende, fondamentalmente, dalla conoscenza, dalla prevenzione e dall'impegno collettivo. Con questa convinzione, la FUCEIT, in collaborazione con l'Agenzia Provinciale per la Sicurezza Stradale e il Sindacato dei Camionisti di Santa Fe, promuove un ciclo di giornate di formazione e sensibilizzazione sull'incidentologia e sulla sicurezza stradale che si svolge in diverse località della provincia. Questi incontri riuniscono lavoratori, autorità provinciali e municipali, specialisti e referenti istituzionali in uno spazio di formazione e scambio orientato a comprendere le sfide poste dall'incidentalità stradale da una prospettiva integrale. A partire dall'analisi di statistiche, evidenze, esperienze e casi reali, si promuove l'adozione di strumenti che contribuiscano a una guida più sicura e alla costruzione di ambienti stradali più responsabili. Per la FUCEIT, la sicurezza stradale costituisce una sfida strategica che richiede la collaborazione tra lo Stato, le organizzazioni dei lavoratori, il settore accademico e la società civile. La prevenzione non può limitarsi all'emanazione di norme; deve fondarsi sull'educazione, sulla formazione continua e sulla produzione di conoscenza applicata che permetta di rafforzare le capacità di coloro che ogni giorno percorrono e lavorano sulle nostre strade. Crediamo che ogni occasione di formazione rappresenti un'opportunità per trasformare la conoscenza in azione e l'impegno in prevenzione. Perché dietro ogni statistica c'è una persona, una famiglia e una comunità che merita di spostarsi in condizioni più sicure. Promuovere una cultura stradale basata sulla responsabilità condivisa è, inoltre, un modo per contribuire allo sviluppo sostenibile e alla protezione della vita.

  • Rapporto

    Migrazione, lavoro e capitale umano: la sfida silenziosa dello sviluppo argentino

    La capacità di una nazione di trattenere e attrarre talento è un fattore determinante della sua competitività nell'economia globale della conoscenza. L'Argentina attraversa oggi una dinamica migratoria complessa: pur mantenendo una tradizione storica di accoglienza dell'immigrazione regionale, registra un'uscita costante di giovani professionisti verso destinazioni extraregionali, un fenomeno che può compromettere nel lungo periodo la capacità produttiva e tecnologica del Paese. Questa «sfida silenziosa» non è soltanto una questione demografica, bensì il sintomo di debolezze strutturali del contesto nazionale nel trattenere capitale umano. La perdita di professionisti formati, il cui capitale iniziale è di norma finanziato dallo Stato stesso, rappresenta una forma di decapitalizzazione nazionale che limita l'innovazione e lo sviluppo. Ti invitiamo ad approfondire questa analisi su come i flussi migratori condizionino le nostre capacità strutturali e sul perché lo sviluppo richieda condizioni istituzionali che consentano sia di trattenere il nostro talento sia di integrare produttivamente chi sceglie il nostro Paese.

  • Rapporto

    Credito ipotecario e sviluppo

    Il credito ipotecario è molto più di un semplice strumento finanziario; è un pilastro strutturale per lo sviluppo economico e la mobilità sociale di un Paese. Convogliando il risparmio di lungo periodo verso l'investimento abitativo, questo strumento non solo dinamizza settori chiave come l'edilizia e l'industria dei materiali, ma favorisce anche la formalizzazione economica e l'accumulazione patrimoniale delle famiglie. In Argentina, il ritardo storico di questo mercato —con uno stock che raggiunge a malapena l'1,5% del PIL a fronte del 43% degli USA o del 28% del Cile— non deriva da una mancanza di domanda, bensì dalla persistente instabilità macroeconomica che impedisce il consolidarsi di contratti di lungo periodo. Ricostruire questo mercato è essenziale per trasformare l'accesso alla casa di proprietà da privilegio patrimoniale a possibilità raggiungibile, rafforzando così la classe media e la stabilità sociale. Ti invitiamo ad analizzare questo rapporto sul potenziale strategico del credito ipotecario come motore di crescita, stabilità e progresso individuale.

  • Rapporto

    Sovranità effettiva e controllo territoriale

    La storia ci dimostra che la sovranità non si garantisce unicamente attraverso il riconoscimento formale o giuridico, bensì mediante l'esercizio concreto e sostenuto del potere sullo spazio. La capacità di uno Stato di occupare, integrare e difendere il proprio territorio è ciò che, in ultima istanza, trasforma una superficie geografica in un asset strategico protetto. Di fronte alle sfide contemporanee, la debolezza istituzionale, l'isolamento di zone critiche e il sottoutilizzo delle risorse agiscono come fattori di vulnerabilità che invitano all'intervento di attori esterni. Rafforzare la nostra sovranità richiede di integrare il territorio con infrastrutture, attività economica e una presenza istituzionale che proietti potere reale. Ti invitiamo a discutere del ruolo fondamentale del controllo territoriale e dello sviluppo nel consolidamento di una sovranità effettiva per il Paese.

  • Rapporto

    Geografia, Logistica e Potere: il ritorno dei fattori spaziali nell'economia globale

    Rapporto istituzionale che riesamina il ruolo della geografia nell'economia contemporanea e sostiene che i fattori spaziali —accesso al mare, distanza dai mercati, connettività logistica e posizione lungo corridoi strategici— hanno riacquistato centralità di fronte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento e alle tensioni geopolitiche. Attraverso casi internazionali (Singapore, Paesi Bassi, Corea del Sud, Bolivia, Stati Uniti, Australia) e il caso argentino, mostra che la geografia opera come un condizionamento strutturale che le politiche pubbliche possono mitigare, ma non neutralizzare del tutto.

  • Rapporto

    Regolazione del lavoro e produttività: lezioni dall'esperienza internazionale

    Nel dibattito sulla riforma del lavoro in Argentina è frequente ridurre la discussione alla rigidità o flessibilità delle norme. Tuttavia, l'evidenza comparata mostra che la produttività non è una funzione lineare delle leggi sul lavoro, bensì un fenomeno strutturale determinato da fattori più profondi: investimento tecnologico, qualità dell'istruzione, infrastrutture e stabilità macroeconomica. I Paesi leader per valore aggiunto per ora lavorata non sono arrivati lì soltanto grazie ai propri quadri regolatori, ma grazie a una strategia integrale di sviluppo produttivo. La normativa è importante, ma risulta insufficiente se non si inserisce in un piano di modernizzazione che promuova la sofisticazione settoriale e l'efficienza logistica. Ti invitiamo a rivedere questa analisi basata sull'esperienza internazionale per comprendere quali variabili determinino realmente la competitività e la produttività di un'economia.